Graziano Onder, geriatra dell’Università del Sacro Cuore di Roma, a Bologna ha affrontato il tema del paziente fragile e del suo trattamento: “La fragilità è una predisposizione a sviluppare eventi avversi – ha ricordato –. Si calcola che circa l’11% degli over 65 è fragile”.

Per questo genere di pazienti, non sempre seguire le linee guida è la scelta migliore: “Un approccio di questo tipo porta spesso alla politerapia – ha spiegato Onder – Oggi nella popolazione ultra sessantacinquenne, circa 12 milioni in Italia, l’11%, cioè 1,4 milioni, assume 10 o più farmaci di fascia A contemporaneamente”.
Questo risultato è una conseguenza diretta del trattamento in base alle linee guida, adatte a una popolazione più giovane e con meno comorbidità.

Per il geriatra romano le carte vincenti sono due: “Occorre personalizzare la terapia in base alle esigenze e alle aspettative di vita del paziente che abbiamo di fronte – ha sostenuto Onder – ed è fondamentale l’accordo medico-paziente. Quest’ultimo va coinvolto nella scelta del percorso terapeutico. Le evidenze e i dati sui trattamenti farmacologici nelle persone fragili sono molto limitati, perché spesso queste sono escluse dai trial. Come medici dobbiamo riconoscere questa limitazione e dialogare con il paziente, valutando per ciascuno se l’aspettativa di vita è abbastanza lunga affinché il farmaco che gli stiamo per prescrivere faccia effetto”.

Redazione

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