Da quando abbiamo a disposizione il CHA2DS2-VASC score per la stratificazione del rischio di stroke in soggetti fibrillanti, ci comportiamo in accordo con le linee guida, che assegnano concordemente un rischio elevato ai maschi con score di almeno 2 ed alle femmine con score di almeno 3, mentre discordano sull’interpretazione da dare ad uno score 1 nei maschi e 2 nelle femmine (se 1 è il sesso femminile), ed i più propendono per un atteggiamento attendistico in costoro.

Ecco i contributi scientifici più rilevanti pubblicati nella stagione 2018/19 relativamente alla prevenzione e cura delle malattie trombotiche. Laddove possibile ho accorpato studi che hanno affrontato tematiche affini. La stagione è stata costellata più da insuccessi che da successi.

In assenza di profilassi i traumi maggiori comportano un rischio elevato di complicanze tromboemboliche venose, con un rischio di embolia polmonare (EP) sintomatica dell’ordine di 1 su 10 soggetti traumatizzati1,2.

È trascorso un secolo da quando (nel 1916) è stata scoperta l’eparina, un po’ per caso, quando un giovane studente (Jay McLean) a cui era stato dato l’incarico di estrarre dal fegato di cane un estratto ad azione procoagulante si accorse che la sostanza estratta (eparina, perché ricavata dal fegato) possedeva invece uno spiccato effetto anticoagulante.

La Dottoressa Sophie Testa è Direttore Medico dell’UOC Laboratorio Analisi Chimico-Cliniche e Microbiologiche, Centro Emostasi e Trombosi, Istituti Ospedalieri di Cremona, ed è un’autorità di grande rilievo sia a livello nazionale che internazionale nel campo dell’Emostasi e della Trombosi. Attualmente riveste anche la carica di Presidente di FCSA (la Federazione Italiana dei Centri per la Sorveglianza delle Terapie Antitrombotiche). Da molti anni si dedica con passione e con successo alla tematica oggetto dell’attuale intervista.

I DOAC sono utilizzati ormai da diversi anni per la prevenzione dell’ictus e di altre complicanze cardioemboliche in soggetti con fibrillazione atriale. Tutti i trials clinici controllati eseguiti per testare il loro valore nei confronti della terapia dicumarolica hanno dimostrato una efficacia per lo meno paragonabile a quella dei dicumarolici ed una superiore sicurezza.

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