Nel 1996 la prestigiosa rivista LANCET pubblicò i risultati dello studio collaborativo Italiano ISCOAT1 (Italian Study on Complications of Oral Anticoagulant Therapy), condotto nei Centri per la sorveglianza della terapia anticoagulante orale aderenti alla Federazione Italiana dei Centri per la diagnosi della trombosi e la sorveglianza delle terapie anticoagulanti (FCSA).

I risultati di un importante studio1 collaborativo italiano saranno prossimamente pubblicati sulla rivista “Journal of Thrombosis and Haemostasis”, organo della Società Internazionale per la Trombosi e l’Emostasi (ISTH).

Il recente studio di A. Tripodi1 analizza le modalità migliori di preparazione dei pazienti in trattamento con i nuovi anticoagulanti orali (NAO) in previsione di interventi chirurgici o procedure invasive.

Nello studio condotto da I. Martinelli e co-autori1 viene evidenziato che il rischio è, in particolare, più alto durante il primo anno di terapia nelle donne più giovani. Terapia contraccettiva orale e rischio di tromboembolia venosa: la durata della terapia e l’età delle donne influenza questo rischio?

A causa dell’elevato rischio emorragico, potenzialmente fatale, il trattamento delle trombosi delle vene profonde addominali (vene splancniche) presenta rischi di rilievo e tuttora numerose incertezze.

Maurizio Paciaroni e Giancarlo Agnelli dell’Università di Perugia hanno recentemente coordinato uno studio, pubblicato sul Journal of Neurology, sui fattori prognostici di recidiva in pazienti con stroke ischemico acuto associato a fibrillazione atriale (FA).

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