I farmaci antagonisti della vitamina K (AVK) sono altamente efficaci nella prevenzione primaria e secondaria delle trombosi venose e arteriose (TVP).

Recentemente Vittorio Pengo, esperto internazionale di sindrome da anticorpi antifospolipidi, ha pubblicato una interessante revisione della letteratura sull’argomento.

È noto che l’ictus lacunare (LS) e l’emorragia cerebrale a sede tipica (dICH), ovvero delle strutture profonde (nuclei della base, capsula interna, talamo), rappresentano le due possibili manifestazioni cliniche acute dello stesso processo patologico a carico dei piccoli vasi intracranici.

Un recente studio coordinato da M. Giustozzi1 ha evidenziato il reale utilizzo degli anticoagulanti, sia tradizionali sia di nuova generazione.

In una recente revisione della letteratura M. Paciaroni1 insieme ad altri autori, propone un modello utile a valutare il timing di inizio della terapia anticoagulante dopo stroke ischemico acuto nei pazienti con fibrillazione atriale (FA).

Nel 1996 la prestigiosa rivista LANCET pubblicò i risultati dello studio collaborativo Italiano ISCOAT1 (Italian Study on Complications of Oral Anticoagulant Therapy), condotto nei Centri per la sorveglianza della terapia anticoagulante orale aderenti alla Federazione Italiana dei Centri per la diagnosi della trombosi e la sorveglianza delle terapie anticoagulanti (FCSA).

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