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È noto che l’ictus lacunare (LS) e l’emorragia cerebrale a sede tipica (dICH), ovvero delle strutture profonde (nuclei della base, capsula interna, talamo), rappresentano le due possibili manifestazioni cliniche acute dello stesso processo patologico a carico dei piccoli vasi intracranici.


Un gruppo di ricercatori italiani, coordinato da A. Morotti, ha recentemente pubblicato su Stroke i risultati di uno studio prospettico multicentrico allo scopo di individuare se vi siano dei fattori di rischio che predispongano all’una piuttosto che all’altra manifestazione clinica. Nello studio sono stati arruolati quasi 2000 pazienti da 4 centri italiani di Neurologia di cui il 74.2% con diagnosi di LS e il 25.8% con diagnosi di dICH.
I risultati mostrano che i pazienti che hanno sviluppato l’emorragia erano più frequentemente ipertesi, affetti da cardiopatia ischemica, consumavano più alcool e più frequentemente erano in terapia con statine e farmaci anticoagulanti. Dall’altro lato, il fumo e l’ipercolesterolemia erano significativamente più frequenti nei pazienti che hanno sviluppato ictus ischemico. Gli autori concludono affermando che l’LS e la dICH, pur essendo due manifestazioni della stessa patologia vascolare, sembrano quindi esibire due profili di rischio distinti.

Bibliografia
Morotti A, et al. Risk Profile of Symptomatic Lacunar Stroke Versus Non lobar Intracerebral Hemorrhage. Stroke. 2016; 47:2141-2143.

Domenico Prisco

Professore ordinario di Medicina Interna, Università di Firenze e Direttore della SOD complessa Medicina Interna Interdisciplinare, Azienda ospedaliero-universitaria Careggi, Firenze

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