Pubblicati i dati del Veneto che mostrano come siano più interessate le donne e come i pazienti colpiti presentino frequenti episodi emorragici.

Essendo le trombosi venose splancniche una patologia rara, i dati epidemiologici disponibili nella letteratura scientifica sono limitati. I dati dei registri danesiriportavano una mortalità del 20,6% nei primi 30 giorni dalla diagnosi, del 21,7% nel periodo 31-364 giorni, e del 25,4% nel periodo 1-5 anni, con alcune differenze in base alla sede della trombosi. Le trombosi mesenteriche erano associate con una mortalità molto elevata nei primi 30 giorni (63,1%), probabilmente dovuta alla frequente presenza concomitante di infarto intestinale, mentre le trombosi portali erano associate con una mortalità più elevata sul lungo periodo, probabilmente dovuta alle complicanze dell’ipertensione portale1. Uno studio condotto sulle ospedalizzazioni per trombosi splancniche nell’Italia nord-occidentale negli anni 2002-2012 aveva riportato un tasso di letalità intraospedaliera del 7,3% per la trombosi della vena porta e 4,9% per la sindrome di Budd-Chiari2.

IN BREVE...
Finora i dati sulle trombosi venose splancniche (quelle che colpiscono cioè sedi inusuali) erano scarsi a causa della rarità di questa patologia. Recentemente sono stati pubblicati i dati epidemiologici italiani relativi alla mortalità per trombosi splancniche in Veneto, che suggeriscono come le trombosi venose splancniche potrebbero essere una causa progressivamente più frequente di morte tra le donne.
Inoltre, in generale, i pazienti con mortalità correlata a trombosi splancniche presentano più frequentemente episodi emorragici come concausa di morte, rispetto a quelli con mortalità non correlata a trombosi splancniche.
Nel lavoro sono state evidenziate differente in base a età e sesso, una forte associazione con malattie del fegato e un’elevata presenza di sanguinamenti gastrointestinali. Questi dati epidemiologici recenti possono servire come punto di riferimento per analisi future di salute pubblica o per studi di ricerca.


Sono stati recentemente pubblicati dati epidemiologici italiani relativi alla mortalità per trombosi splancniche in Veneto3. Sono stati analizzati i certificati di morte degli anni 2008-2019 usando codici ICD-10 relativi alle trombosi venose splancniche. In quel periodo sono state identificate 557.932 morti in Veneto, di cui 823 dovute a trombosi splancniche, dato che corrisponde allo 0,14% di tutte le morti. Il tasso annuale grezzo di mortalità correlata con le trombosi splancniche nella popolazione generale è risultato di 1,41 per 100.000 anni-persona, di cui circa il doppio negli uomini rispetto alle donne (1,97 vs. 0,87 per 100.000 anni-persona).

Nelle donne si è osservato un incremento costante della mortalità in parallelo con l’incremento dell’età, mentre negli uomini si è osservato un picco nella fascia 70-79 anni. L’età mediana al momento della morte era 70 anni negli uomini contro 77 anni nelle donne. La mortalità standardizzata per età è risultata 1,47 nel 2008 e 1,52 per 100.000 anni-persona nel 2019. Tuttavia, quando questo dato è stato diviso per sesso, si è osservato un significativo aumento nel sesso femminile (da 0,56 a 1,04 per 100.000 anni-persona), mentre nel sesso maschile c’è stata una riduzione (da 2,53 a 2,03 per 100.000 anni-persona), seppure non statisticamente significativa. Questi dati suggeriscono che le trombosi venose splancniche potrebbero essere una causa progressivamente più frequente di morte tra le donne.

Degno di nota è il fatto che, in generale, i pazienti con mortalità correlata a trombosi splancniche presentavano più frequentemente episodi emorragici come concausa di morte, rispetto ai pazienti con mortalità non correlata a trombosi splancniche (13,9% vs 5,9%, rispettivamente). La maggioranza erano sanguinamenti gastrointestinali (80,7%), in particolare dovuti a varici gastroesofagee (21,9%). Inoltre, tra le concause di mortalità correlata a trombosi splancniche sono state frequentemente riportate epatopatie (69,7%) e neoplasie gastrointestinali (16,4%).

In conclusione, si tratta del primo studio che ha analizzato specificamente la mortalità correlata alle trombosi splancniche e le tendenze epidemiologiche nell’arco di 12 anni. Sono state evidenziate differente in base a età e sesso, una forte associazione con epatopatie e una elevata prevalenza di sanguinamenti gastrointestinali. Questo studio fornisce dati epidemiologici recenti che possono servire come punto di riferimento per analisi future di salute pubblica o per studi di ricerca futuri.



Bibliografia
  1. Søgaard KK, Darvalics B, Horváth-Puhó E, Sørensen HT. Survival after splanchnic vein thrombosis: A 20-year nationwide cohort study. Thromb Res. 2016;141:1-7.
  2. Ageno W, Dentali F, Pomero F, Fenoglio L, Squizzato A, Pagani G, Re R, Bonzini M. Incidence rates and case fatality rates of portal vein thrombosis and Budd-Chiari Syndrome. Thromb Haemost. 2017;117(4):794-800.
  3. Turatti G, Fedeli U, Valerio L, Klok FA, Cohen AT, Hunt BJ, Simioni P, Middeldorp S, Ageno W, Kucher N, Konstantinides SV, Schievano E, Barco S. Splanchnic vein thrombosis-related mortality in the Veneto region (Italy), 2008-2019: Retrospective analysis of epidemiological data. Thromb Res. 2022;209:41-46.

Nicoletta Riva

PhD student c/o Department of Pathology, Faculty of Medicine and Surgery, University of Malta. Research Fellow c/o Centro di Ricerca sulle Malattie Tromboemboliche e le Terapie Antitrombotiche, Università dell'Insubria, Varese

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