È uno dei risultati di uno studio italiano che ha comparato oltre 3.000 persone in terapia anticoagulante per trombosi venosa profonda e embolia polmonare (EP) per analizzare le caratteristiche cliniche dei pazienti con embolia polmonare isolata in confronto a coloro che avevano avuto un episodio di trombosi venosa profonda con o senza EP.

La malattia tromboembolica venosa è una condizione frequente, con un’incidenza di 1-2 casi ogni 1000 persone/anno. Il quadro clinico di presentazione della malattia tuttavia è molto variabile, potendo manifestarsi come trombosi venosa (TVP) a carico dei vasi profondi degli arti o essere associata a embolia polmonare (EP). Tuttavia il quadro di impegno polmonare si ritrova non di rado isolato, in assenza di dimostrazione di una trombosi nei vasi periferici o con il rilievo strumentale di una trombosi asintomatica dei vasi distali del polpaccio. Restano tuttavia numerosi i casi nei quali non viene identificata alcuna sede periferica di trombosi e si ritiene che il trombo che è embolizzato al polmone possa avere avuto origine dai vasi addominali o dalle vene giugulari, senza escludere l’ipotesi di una trombosi polmonare in situ. Nonostante queste diverse caratteristiche di presentazione e gravità clinica, la malattia tromboembolica viene ritenuta un’unità nosologica e le raccomandazioni terapeutiche sono sovrapponibili per le diverse manifestazioni cliniche.

IN BREVE...
La malattia tromboembolica venosa colpisce ogni anno 1-2 persone ogni 1000. La manifestazione della malattia è molto variabile: può essere infatti trombosi venosa (TVP) a carico dei vasi profondi degli arti o essere associata a embolia polmonare (EP). Un recente studio italiano ha osservato 3573 pazienti in terapia anticoagulante per trombosi venosa profonda e embolia polmonare al fine di analizzare le caratteristiche cliniche dei pazienti con embolia polmonare isolata in confronto a coloro che avevano avuto un episodio di TVP con o senza EP.
I risultati hanno evidenziato che i pazienti con EP isolata hanno caratteristiche cliniche diverse da coloro che sviluppano episodi di TVP o EP, essendo più vecchi e più frequentemente donne. Uno dei dati più rilevanti dello studio è l’elevato numero di giovani donne che in corso di trattamento con contraccettivi orali ha sviluppato una EP isolata, suggerendo la necessità di ulteriori studi specifici mirati a questa popolazione di pazienti.



Tuttavia è verosimile l’ipotesi che alle diverse modalità di presentazione della malattia possano corrispondere fattori di rischio o caratteristiche dei pazienti di diversa natura.
Un recente studio osservazionale italiano condotto sui dati del registro prospettico START2-Register che include il FADOI-START2-Register, ha osservato una coorte di pazienti in terapia anticoagulante per trombosi venosa profonda e embolia polmonare al fine di analizzare le caratteristiche cliniche dei pazienti con embolia polmonare isolata in confronto a coloro che avevano avuto un episodio di TVP con o senza EP. Lo studio ha incluso 3573 pazienti, di questi 2880 (80.6%) avevano avuto un episodio di TVP o EP, mentre 693 (19.4%) avevano avuto un episodio di EP isolata. Questo gruppo di pazienti presentava un’età più elevata (66 anni vs 64 anni, p=0.001), con una prevalenza di soggetti di età maggiore a 75 anni pari al 37.1% a fronte di 29.3% di anziani nel gruppo con TVP/EP. Dallo studio emerge inoltre che un’altra caratteristica di rilievo che differenzia i soggetti con EP isolata è rappresentata dal maggior numero di donne presenti in questo gruppo (57.0% vs 48.4%; p.0.0001). La maggiore prevalenza di donne che sviluppa una EP isolata risulta essere particolarmente elevata nel gruppo che era in trattamento ormonale, condizione che si dimostra essere un fattore di rischio importante per lo sviluppo di EP isolata con un odds ratio di 1.96 (95% CI 1.26-3.03). Infine, i due gruppi di pazienti analizzati non differivano in relazione al tipo di evento, spontaneo o secondario a fattori di rischio noti, mentre era più frequente nei soggetti con EP isolata la presenza di patologie associate, quali lo scompenso cardiaco, l’ipertensione, la fibrillazione atriale o l’insufficienza renale moderata. In accordo con questi dati, l’incidenza di patologia arteriosa è risultata più elevata nel gruppo di pazienti con EP isolata. Al contrario, la presenza di trombofilie ereditarie è risultata meno frequente tra i soggetti con EP isolata rispetto a coloro che avevano avuto anche una TVP.

In conclusione, i pazienti con EP isolata hanno caratteristiche cliniche diverse da coloro che sviluppano episodi di TVP e/o EP, essendo più vecchi e più frequentemente donne. Uno dei dati più rilevanti dello studio è l’elevato numero di giovani donne che in corso di trattamento con contraccettivi orali ha sviluppato una EP isolata, suggerendo la necessità di ulteriori studi specifici mirati a questa popolazione di pazienti.


Bibliografia
Palareti G, Antonucci E, Dentali F et al. Patients with isolated pulmonary embolism in comparison to those with deep venous thrombosis. Differences in characteristics and clinical evolution. Eur J Int Med 2019, https://doi.org/10.1016/j.ejim.2019.08.023

Daniela Poli

Centro Trombosi - SOD Malattie Aterotrombotiche - AOU Careggi Firenze

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