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Uno studio italiano presentato all’ESC di Parigi ha evidenziato una riduzione delle ospedalizzazioni legate a stroke ischemici in pazienti con fibrillazione atriale in concomitanza con l’aumento dell’uso di anticoagulanti (in particolare i diretti) nel trattamento di questa popolazione. Trattandosi di uno studio osservazionale, non è stato possibile stabilire una correlazione causa-effetto, ma il risultato positivo si accompagna anche a una maggiore aderenza alle linee guida internazionali.

Uno studio osservazionale italiano durato quattro anni e presentato al Congresso Europeo di Cardiologia (ESC) di Parigi ha dimostrato che da quando sono disponibili gli anticoagulanti diretti, sono stati registrati meno casi di ictus ischemici.

La ricerca ha seguito per un anno 194.000 persone con fibrillazione atriale dimessi tra il 2012 e il 2015. Le informazioni per lo studio osservazionale sono state attinte dal database della Fondazione Ricerca e Salute che raccoglie i dati di circa 13 milioni di italiani.
Come ha ricordato durante la sua presentazione all’ESC Aldo Maggioni, direttore del Centro Studi dell’AMNCO (l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) e autore principale del lavoro, le linee guida internazionali consigliano, per pazienti fibrillati a alto rischio di eventi tromboembolici, l’uso di anticoagulanti mentre sconsigliano quello di antiaggreganti. In Italia, tuttavia, i dati provenienti dalla pratica clinica indicavano un’inversione: un modesto uso di anticoagulanti a fronte di un alto utilizzo degli antiaggreganti.

Tra il 2012 e il 2015, tuttavia, in Italia la prescrizione di anticoagulanti è aumentata, passando dal 56% al 64%, mentre quella di antiaggreganti si è ridotta (dal 42% al 28%). Tra i pazienti nuovamente ricoverati, sono diminuiti i casi di stroke, sia ischemico (passato dal 21,3% al 14,7%), sia emorragico (sceso dal 5,5% al 4,1%). Tra le limitazioni del lavoro, lo stesso Maggioni ha sottolineato come, trattandosi di uno studio osservazionale, non sia possibile stabilire un effetto di causa-effetto tra il maggior uso di anticoagulanti e la riduzione degli accessi ospedalieri per stroke. Tuttavia, è sicuramente un risultato positivo che si accompagna anche a una maggiore aderenza alle linee guida internazionali.

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Bibliografia
Maggioni et al. Four-year trends in oral anticoagulant use and rate of ischemic stroke among 194,030 atrial fibrillation patients taken from a population of 13 million people. Late breaking abstract ESC 2019.

Redazione

Anticoagulazione.it

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