È un evento che capita di frequente, soprattutto dopo gli 80 anni. Fondamentale la chirurgia precoce che però nei pazienti anticoagulati spesso è ritardata.

Aumentano però le complicanze tromboemboliche. I risultati di uno studio presentato all’ESC sottolinea l’importanza di un intervento educativo per sensibilizzare questa popolazione di pazienti.

I risultati di uno studio presentato al Congresso della Società Europea di Cardiologia mostrano un maggiore sanguinamento senza una riduzione del rischio di trombosi.

Analizzati gli effetti di due quantità diverse dello stesso anticoagulante: esistono sottogruppi di pazienti che potrebbero trarre beneficio dall’una o dall’altra soluzione. Importante valutare caso per caso.

Spesso a pazienti con fibrillazione atriale si prescrive anche l’acido acetilsalicilico per prevenire l’ictus. Ora un ampio studio conferma un maggiore rischio emorragico e un mancato vantaggio per le patologie arteriose che apparentemente la giustificherebbero.

Lo studio POPular-TAVI mostra che in questa popolazione di pazienti gli anticoagulanti senza terapia antiaggregante riducono il tasso di sanguinamento post-TAVR.

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