Importante scegliere in modo appropriato gli esami da effettuare e i pazienti che possono effettivamente trarne vantaggio, evitando semplificazioni pericolose.

È uno dei modi per riscontrare la positività per la sindrome da anticorpi antifosfolipidi, ma non è così semplice da effettuare se il paziente ha già assunto anticoagulanti.

Come alcune intuizioni scaturite dalla curiosità e dall’impegno degli scienziati hanno portato a compiere passi avanti nel mondo dell’emostasi e trombosi, ma anche dell’emofilia.

Lo studio GIASONE prevede di arruolare 1450 pazienti con più di 75 anni per capire il rischio di recidiva del farmaco.

A due anni dalla pubblicazione dello studio italiano, un lavoro canadese ha cercato di valutarne le conseguenze per i pazienti. Emerge la necessità di portare avanti la ricerca in questo campo.

Secondo lo studio Caravaggio questo anticoagulante orale diretto non è inferiore alla terapia standard utilizzata finora, a base di eparina a basso peso molecolare (e punture sottocutanee).

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