{"id":136,"date":"2026-06-17T12:09:26","date_gmt":"2026-06-17T10:09:26","guid":{"rendered":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/?p=136"},"modified":"2026-08-26T12:58:54","modified_gmt":"2026-08-26T10:58:54","slug":"embolia-polmonare-fatale-negli-atleti-professionisti-uno-sguardo-sul-problema-piu-ampio-del-tromboembolismo-venoso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/2026\/06\/17\/embolia-polmonare-fatale-negli-atleti-professionisti-uno-sguardo-sul-problema-piu-ampio-del-tromboembolismo-venoso\/","title":{"rendered":"Embolia polmonare fatale negli atleti professionisti: uno sguardo sul problema pi\u00f9 ampio del tromboembolismo venoso"},"content":{"rendered":"<p>Un editoriale appena pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology da parte di un autorevole gruppo di esperti internazionali ha richiamato l\u2019attenzione sul problema, poco conosciuto e spesso sottovalutato, del tromboembolismo venoso (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare) nello sportivo e sulla fondamentale necessit\u00e0 di ricerca clinica in questo ambito, fino ad oggi quasi &#8220;dimenticato&#8221;<sup>[1]<\/sup>.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Anche un solo caso di morte per embolia polmonare \u00e8 troppo quando la maggior parte sono prevenibili<\/em>&#8221; \u2013<a href=\"https:\/\/www.jacc.org\/doi\/10.1016\/j.jacc.2026.03.166\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">affermano gli autori<\/a> riferendosi agli atleti universitari analizzati in un\u2019ampia casistica statunitense (2), una tipologia particolare di pazienti perch\u00e9, &#8220;<em>nonostante la rarit\u00e0 delle morti per embolia polmonare, nella maggior parte dei casi era coinvolto un fattore scatenante, a differenza di quanto accade nella popolazione generale, in cui circa la met\u00e0 dei casi \u00e8 non provocato<\/em>&#8220;<sup>[1]<\/sup>.<\/p>\n<h2>La casistica della National Collegiate Athletic Association<\/h2>\n<p>La casistica americana a cui viene fatto riferimento \u00e8 quella della <strong>National Collegiate Athletic Association dell\u2019Universit\u00e0 di Washington. <\/strong>Il lavoro costituisce il primo rapporto a livello di popolazione sulla <strong>morte improvvisa correlata all\u2019embolia polmonare negli atleti universitari<\/strong><sup>[2]<\/sup>. I dati raccolti coprono due decenni, dal 2002 al 2022, ed evidenziano undici decessi dovuti ad embolia polmonare (0,12 per 100.000 anni-atleta) in una fascia di et\u00e0 che va dai 18-22 anni. Un <strong>numero largamente sottostimato<\/strong>, secondo gli autori, perch\u00e9 sono state considerate solo le &#8220;morti improvvise&#8221; attribuite ad embolia polmonare, mentre i decessi avvenuti giorni o settimane dopo una diagnosi iniziale di tromboembolismo venoso potrebbero non essere stati rilevati.<\/p>\n<p>Di notevole interesse il riscontro che <strong>tutte le &#8220;morti improvvise&#8221; causate da embolia polmonare si sono verificate a riposo<\/strong>. Questi eventi potrebbero pertanto sfuggire alle strategie di preparazione alle emergenze incentrate sull\u2019esercizio. Va notato, tuttavia, che <strong>pi\u00f9 di un terzo dei casi era stato \u00e8 stato preceduto da dispnea<\/strong> (affaticamento respiratorio n.d.r). Un dato importante che conferma quanto emerso da una recente ricerca promossa da Fondazione Arianna Anticoagulazione , <a href=\"https:\/\/www.pharmastar.it\/news\/cardio\/dispnea-da-sforzo-una-presentazione-ingannevole-dellembolia-polmonare-studio-italiano-pedis-40309\" target=\"_blank\">lo studio PEDIS<\/a>, secondo la quale la recente insorgenza di severo affaticamento respiratorio per sforzi di lieve entit\u00e0, soprattutto in soggetti giovani, pu\u00f2 essere un sintomo rivelatore (e spesso sottovalutato) di embolia polmonare.<\/p>\n<p>Inoltre, <strong>la maggior parte dei casi si \u00e8 verificata in presenza di fattori scatenanti transitori,<\/strong> tra cui un recente intervento chirurgico, un trauma, una malattia acuta o l\u2019uso di contraccettivi orali.<\/p>\n<p>Gli autori sottolineano pertanto la necessit\u00e0 di valutare attentamente il rischio di tromboembolismo negli atleti, nel perioperatorio o nel post-infortunio, e di prendere in considerazione l\u2019opportunit\u00e0 di effettuare una tromboprofilassi quando indicato.<\/p>\n<p><em>&#8220;Nei <\/em><em>giovani atleti, in particolare nelle settimane successive a un intervento chirurgico, un trauma o una malattia, <strong>l\u2019affaticamento respiratorio<\/strong> dovrebbe indurre a considerare il tromboembolismo venoso nella diagnosi differenziale&#8221;- <\/em>scrivono gli esperti<em>-&#8221; Allo stesso modo, <strong>il gonfiore degli arti non chiaramente correlato a un trauma locale<\/strong> dovrebbe essere valutato attentamente dal team medico sportivo e si dovrebbe prestare <strong>attenzione a massaggiare energicamente l\u2019area prima di escludere una trombosi venosa profonda<\/strong> per ridurre al minimo il rischio di embolizzazione del coagulo, qualora esistesse<\/em>&#8220;<sup>[1]<\/sup>.<\/p>\n<h2>Quali conseguenze per gli atleti?<\/h2>\n<p>Nonostante, fortunatamente, la morte improvvisa dovuta ad embolia polmonare sia stata un evento raro nel gruppo di giovani atleti analizzato, va considerato che anche l\u2019embolia polmonare non fatale e la trombosi venosa profonda possono causare <strong>problemi di salute a lungo termine<\/strong>, interrompere le carriere e creare <strong>complessi dilemmi gestionali<\/strong> per gli atleti e i loro team medici.<\/p>\n<p>Le <strong>decisioni sulla terapia anticoagulante<\/strong>, che possono sembrare semplici in altre tipologie di pazienti, diventano <strong>incredibilmente complesse negli atleti professionisti<\/strong>, nei quali le priorit\u00e0 contrastanti di un trattamento efficace della trombosi e del rischio di sanguinamento durante il ritorno all\u2019attivit\u00e0 agonistica devono essere attentamente bilanciate. Gli <strong>anticoagulanti orali diretti (DOAC)<\/strong>, dotati di emivita breve e attivit\u00e0 anticoagulante prevedibile, offrono <strong>la possibilit\u00e0 di una gestione &#8220;personalizzata&#8221; <\/strong>della terapia, ma attualmente <strong>mancano studi clinici<\/strong> che consentano di definire e validare procedure di gestione<sup>[3]<\/sup>.<\/p>\n<h2>Cosa si pu\u00f2 gi\u00e0 fare?<\/h2>\n<p>Le <strong>misure pratiche<\/strong> che le organizzazioni sportive e i medici possono adottare fin da subito includono la <strong>valutazione dei potenziali fattori di rischio<\/strong> di tromboembolismo venoso (in particolare l\u2019anamnesi familiare e fattori personali come i contraccettivi orali nelle atlete), il <strong>miglioramento del riconoscimento dei sintomi<\/strong> di tromboembolismo venoso da parte sia degli atleti che dello staff, compreso lo sviluppo di protocolli chiari per la valutazione di dispnea o sincope inspiegabili nelle settimane successive a un intervento chirurgico o a un infortunio, e l\u2019istituzione di valutazioni di rischio perioperatorio di routine<sup>[1]<\/sup>.<\/p>\n<p>&#8220;La <strong>sensibilizzazione e l\u2019educazione degli atleti<\/strong> in merito all\u2019impatto del tromboembolismo venoso sia nella popolazione generale che tra gli sportivi, possono essere preziose affinch\u00e9 il pubblico e <strong>gli atleti stessi comprendano quando \u00e8 necessario richiedere una valutazione urgente<\/strong>.<\/p>\n<p>Inoltre, atleti, organizzazioni professionali e comunit\u00e0 medica dovrebbero collaborare per dare <strong>priorit\u00e0 alla sorveglianza, alla prevenzione e alla ricerca <\/strong>sul tromboembolismo venoso.&#8221;-scrivono gli esperti internazionali, concludendo che &#8220;Solo attraverso sforzi coordinati possiamo sperare di ridurre l\u2019impatto del tromboembolismo venoso e prevenire future tragedie&#8221;<sup>[1]<\/sup>.<\/p>\n<h2>Uno stimolo per la ricerca<\/h2>\n<p>Purtroppo, la mancanza nello studio analizzato di informazioni complete sui diversi fattori di rischio transitori a cui possono essere stati esposti gli atleti (come lunghi viaggi, utilizzo di agenti dopanti o terapie ormonali), insieme al numero limitato di eventi, ha precluso analisi pi\u00f9 approfondite. Gli <strong>autori sottolineano pertanto la necessit\u00e0 di registri multicentrici<\/strong> che rilevino sia il tromboembolismo venoso fatale che quello non fatale negli atleti, con una <strong>raccolta dati standardizzata <\/strong>sulle esposizioni transitorie, per definire la vera incidenza, identificare i fattori di rischio modificabili e <strong>informare le strategie di prevenzione basate sull\u2019evidenza<\/strong><em>. &#8220;Tali registri dovrebbero essere collegati ai dati sugli esiti clinici e sul ritorno all\u2019attivit\u00e0 agonistica, in modo che gli <strong>algoritmi di gestione possano essere testati e perfezionati<\/strong>.&#8221; \u2013<\/em>sottolineano<sup>[1]<\/sup>.<\/p>\n<p>Un appello al quale Fondazione Arianna Anticoagulazione ha gi\u00e0 dato risposta organizzando uno studio osservazionale, in collaborazione con la Federazione dei Centri per la diagnosi della trombosi e la Sorveglianza delle terapie Antitrombotiche (F.C.S.A), il cui l\u2019obiettivo \u00e8 raccogliere l\u2019esperienza decennale dei centri specialistici italiani che hanno gestito sportivi e atleti affetti da tromboembolismo venoso o arterioso in terapia antitrombotica e di fornire informazioni utili alla gestione dei pazienti in particolar modo per quanto riguarda la ripresa in sicurezza dell\u2019attivit\u00e0 sportiva.<\/p>\n<p>Lo studio clinico verr\u00e0 presentato al prossimo Convegno di Fondazione Arianna, Anticoagulazione che si terr\u00e0 a Bologna il 2 luglio 2026, nell\u2019ambito del quale la <a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/terapie-anticoagulanti-e-sport-un-nuovo-consenso-fcsa\/\" target=\"_blank\">prof.ssa Elena Campello<\/a> parler\u00e0 di gestione del tromboembolismo venoso negli atleti.<\/p>\n<p><em>Per iscrizioni consultare il seguente link:<a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/10-convegno-fondazione-arianna-anticoagulazione-e-anticoagulazione-it-bologna-2-luglio-2026\/\" target=\"_blank\">10\u00b0 Convegno Fondazione Arianna Anticoagulazione e Anticoagulazione.it \u2013 Bologna, 2 Luglio 2026 \u2013 anticoagulazione.it<\/a> <\/em><\/p>\n<p>Leggi anche: <a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/terapie-anticoagulanti-e-sport-un-nuovo-consenso-fcsa\/\" target=\"_blank\">Terapie anticoagulanti e sport: un nuovo consenso FCSA<\/a><\/p>\n<p><em>A cura di Sophie Testa e Stefania Cavazza<\/em><\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Bikdeli B, Middeldorp S, Wasfy JH, Spyropoulos AC, Jimenez D. Fatal Pulmonary Embolism in Professional Athletes: A Window Into a Broader VTE Problem. <em>J Am Coll Cardiol<\/em>. Published online May 13, 2026. doi:<a href=\"https:\/\/www.jacc.org\/doi\/10.1016\/j.jacc.2026.03.166\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">10.1016\/j.jacc.2026.03.166<\/a><\/li>\n<li>Weller SL, Petek BJ, Churchill TW, et al. Sudden death from pulmonary embolism in National Collegiate Athletic Association athletes: insights from a 20-year registry. J Am Coll Cardiol. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jacc.2026.03.076\" target=\"_blank\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jacc.2026.03.076<\/a><\/li>\n<li>Nazha B, Pandya B, Spyropoulos AC, Kessler CM. Treatment of venous thromboembolism in elite athletes: a suggested approach to individualized anticoagulation. Semin Thromb Hemost. 2018;44:813\u2013822. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1055\/s-0038-1673690\" target=\"_blank\">https:\/\/doi.org\/10.1055\/s-0038-1673690<\/a><\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un editoriale appena pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology da parte di un autorevole gruppo di esperti internazionali ha richiamato l\u2019attenzione sul problema, poco conosciuto e spesso sottovalutato, del tromboembolismo venoso (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare) nello sportivo e sulla fondamentale necessit\u00e0 di ricerca clinica in questo ambito, fino ad oggi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":106,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"iawp_total_views":13,"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-136","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-trombosi-e-sport"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/136","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=136"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/136\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":137,"href":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/136\/revisions\/137"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/wp-json\/wp\/v2\/media\/106"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}