{"id":130,"date":"2026-07-02T12:05:23","date_gmt":"2026-07-02T10:05:23","guid":{"rendered":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/?p=130"},"modified":"2026-09-20T12:14:58","modified_gmt":"2026-09-20T10:14:58","slug":"trombosi-e-sport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/2026\/07\/02\/trombosi-e-sport\/","title":{"rendered":"Trombosi e Sport: al via un progetto di ricerca e una campagna di informazione di Fondazione Arianna Anticoagulazione"},"content":{"rendered":"<p>Lo sport e l\u2019attivit\u00e0 fisica in generale sono uno strumento fondamentale per la prevenzione di numerose patologie croniche e per il corretto sviluppo fisico e psicologico dei ragazzi. Tuttavia, pu\u00f2 accadere che anche giovani e sportivi vadano incontro a trombosi venosa profonda o embolia polmonare. Il problema \u00e8 scarsamente conosciuto, spesso sottovalutato e mancano informazioni dalla letteratura scientifica per una sua adeguata gestione.<\/p>\n<p>Per aiutare sportivi e operatori a prevenire la trombosi, riconoscerne i segnali e favorire il ritorno all\u2019attivit\u00e0 sportiva in sicurezza, Fondazione Arianna Anticoagulazione, d\u00e0 il via alla campagna \u201c \u201cRitorno in gioco-vincere la trombosi nello sport \u201c e ad un progetto di ricerca in collaborazione con l\u2019Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati (A.I.P.A) di Cremona, con la Federazione dei Centri per la diagnosi della trombosi e la Sorveglianza delle terapia Antitrombotiche (F.C.S.A).<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 la trombosi pu\u00f2 interessare anche lo sportivo?<\/h2>\n<p>Sebbene <strong>gli sportivi<\/strong> siano generalmente considerati a basso rischio di tromboembolismo venoso (<a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/trombosi-venosa-profonda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">trombosi venosa profonda<\/a> e <a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/lembolia-polmonare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">embolia polmonare<\/a>), non ne sono per\u00f2 immuni in quanto, oltre ai fattori di rischio congeniti o acquisiti che interessano la popolazione generale, <strong>possono essere esposti a specifici fattori predisponenti<\/strong> legati alla pratica sportiva, tra cui l\u2019utilizzo ripetitivo di alcuni distretti muscolari, la disidratazione, l\u2019immobilizzazione post-infortunio, i viaggi frequenti a lunga distanza e l\u2019uso di contraccettivi orali nelle atlete<sup>[1]<\/sup>.<\/p>\n<p>Inoltre, numerose evidenze hanno dimostrato che <strong>l\u2019esercizio fisico<\/strong>, di per s\u00e9, <strong>influenza<\/strong> significativamente <strong>l\u2019equilibrio del sistema emostatico<\/strong>, determinando una modulazione dinamica tra fattori procoagulanti e anticoagulanti che in caso di attivit\u00e0 intensa pu\u00f2 indurre un aumento transitorio sia della coagulabilit\u00e0 del sangue e dell\u2019aggregazione piastrinica che dell\u2019attivit\u00e0 fibrinolitica (cio\u00e8 della capacit\u00e0 di \u201csciogliere\u201d il trombo)<sup>[2]<\/sup>.<\/p>\n<p>Un sottile equilibrio, quindi, che pu\u00f2 essere \u201csbilanciato\u201d da situazioni particolari e da fattori predisponenti. Ad esempio<strong>, sport caratterizzati da movimenti ripetitivi o da sforzi intensi<\/strong> possono essere associati a trombosi degli arti superiori o degli arti inferiori in relazione al distretto muscolare maggiormente sollecitato. In letteratura sono descritti casi di trombosi, pi\u00f9 spesso venosa, <a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/uno-strano-fastidio-al-braccio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>dell\u2019arto superiore<\/strong><\/a> nel baseball, hockey, pallavolo, basket, canoa e canottaggio, sollevamento pesi, oppure <strong>dell\u2019arto inferiore<\/strong> come nella corsa e negli sport a rischio di traumi.<\/p>\n<h2>Quali conseguenze pu\u00f2 avere la trombosi nello sportivo?<\/h2>\n<p>L\u2019insorgenza di complicanze trombotiche pu\u00f2 avere profonde implicazioni non solo nell\u2019immediato, ma anche a lungo termine sull\u2019attivit\u00e0 sportiva, con la comparsa di <a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/la-sindrome-post-trombotica-quello-che-si-deve-sapere-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sindrome post trombotica<\/a> o di limitazioni alla performance cardiorespiratoria per gli <a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/ipertensione-polmonare-post-embolica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">esiti dell\u2019embolia polmonare<\/a>. <strong>La terapia anticoagulante stessa<\/strong>, fondamentale per ridurre il rischio di complicanze gravi come l\u2019embolia polmonare e, in casi estremi, la morte per embolia polmonare fatale, rappresenta un <strong>ulteriore fattore di limitazione<\/strong> all\u2019attivit\u00e0 fisica intensiva, in particolare per quegli sport ad elevato rischio di traumi e cadute, per l\u2019incremento del rischio emorragico.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 comportare <strong>cambiamenti rilevanti nel percorso di vita dei giovani sportivi e nel percorso professionale degli atleti di alto livello<\/strong>, fino all\u2019interruzione precoce della carriera o a lunghe assenze da gare e allenamenti a causa della necessit\u00e0 di trattamenti anticoagulanti a lungo termine, con evidenti ripercussioni anche sulla sfera psicologica dell\u2019individuo.<\/p>\n<h2>Una condizione poco conosciuta<\/h2>\n<p>Alcuni sportivi di fama internazionale hanno contribuito ad aumentare la consapevolezza su questa condizione rendendo pubblica la propria esperienza clinica come <a href=\"https:\/\/sport.sky.it\/tennis\/2011\/03\/02\/serena_williams_ricoverata_embolia_polmonare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Serena Williams<\/a>, una delle pi\u00f9 grandi atlete del tennis professionistico, affetta da embolia polmonare recidivante o <a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/muoversi-contro-la-trombosi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Agostino Abbagnale<\/a>, campione olimpico e mondiale di canottaggio che ha gareggiato in terapia anticoagulante per il trattamento di ripetute trombosi venose.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, <strong>la percezione del rischio rimane limitata<\/strong>, sia tra gli atleti che tra gli operatori del settore, e i <strong>sintomi<\/strong> vengono particolarmente <strong>sottovalutati o misconosciuti<\/strong> <strong>proprio negli atleti <\/strong>in quanto possono simulare disturbi legati all\u2019attivit\u00e0 sportiva stessa (ad esempio il classico \u201cstrappo muscolare\u201d).<\/p>\n<p>\u00c8 quindi fondamentale promuovere una <strong>maggiore consapevolezza del rischio tromboembolico nello sport<\/strong>. Allenatori, medici sportivi e atleti devono essere adeguatamente informati sui segni e sintomi del tromboembolismo venoso e sui fattori predisponenti. Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta alle atlete che utilizzano contraccettivi ormonali, valutando alternative nei soggetti a rischio elevato.<\/p>\n<p>La campagna <strong>\u201cRitorno in gioco-vincere la trombosi nello sport\u201d <\/strong>promossa da Fondazione Arianna Anticoagulazione, in collaborazione con l\u2019Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati di Cremona (A.I.P.A.), vuole aumentare la consapevolezza sulle misure di prevenzione e sul riconoscimento precoce dei sintomi della trombosi, spesso misconosciuti nello sportivo.<\/p>\n<h2>Cosa dice la letteratura scientifica?<\/h2>\n<p>La poca attenzione a questo ambito si riflette nello <strong>scarso numero di pubblicazioni scientifiche<\/strong> disponibili. Infatti, gli studi pubblicati dal 1950 ad oggi su questo argomento sono per l\u201980% report di casi clinici; si contano inoltre solo otto studi osservazionali di dimensioni molto limitate e 18 review o opinione di esperti, tra cui il <a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/terapie-anticoagulanti-e-sport-un-nuovo-consenso-fcsa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recente position paper di F.C.S.A<\/a><sup>[3]<\/sup>.<\/p>\n<p>La raccolta organizzata di dati in questo ambito \u00e8 complessa e sostanzialmente non finanziata, \u00a0tanto \u00e8 vero che una delle poche ricerche disponibili ha dedotto le informazioni da quanto pubblicato sui media riguardo <strong>episodi di tromboembolismo venoso (TEV) in atleti professionisti, appartenenti alle principali leghe statunitensi<\/strong><sup>[4]<\/sup>: dal 1999 al 2016 sono state individuate online informazioni su 55 atleti professionisti che sono andati incontro ad episodi di trombosi venosa profonda all\u2019arto superiore o inferiore e\\o embolie polmonare. Sei atleti hanno avuto episodi ripetuti di TEV. In circa la met\u00e0 dei casi \u00e8 stato possibile identificare fattori di rischio, ma non si pu\u00f2 escludere che anche altri atleti avessero fattori predisponenti (sebbene non emergessero dai report pubblici). Complessivamente l\u201985 % degli atleti \u00e8 ritornato a giocare, senza differenza significative nei tempi di ritorno all\u2019attivit\u00e0 agonistica tra i vari sport. Il tempo medio di sospensione dal gioco \u00e8 stato di 6,7 mesi, ma si andava da un minimo di 3 mesi al ritiro definitivo dall\u2019attivit\u00e0. Gli atleti con TVP all\u2019arto superiore ritornavano pi\u00f9 velocemente all\u2019attivit\u00e0 sportiva rispetto agli altri. Le informazioni sul tipo e la durata dei trattamenti erano scarse e non consentivano di trarre conclusioni. \u201c<em>Ci auguriamo che questo studio fornisca le basi per future ricerche sulla gestione della TEV, al fine di aiutare gli atleti a rimanere in salute e a tornare a praticare il loro sport<\/em>\u201d- concludono gli autori<sup>[4]<\/sup>.<\/p>\n<p>La <strong>carenza di informazioni<\/strong> relative alle cause, ai fattori di rischio modificabili, alla gestione clinica degli atleti con tromboembolismo venoso e alla gestione delle terapie anticoagulanti relativamente alla durata e ripresa dell\u2019attivit\u00e0 sportiva, rappresenta una <strong>criticit\u00e0 rilevante<\/strong>.<\/p>\n<h2>La ricerca di Fondazione Arianna Anticoagulazione<\/h2>\n<p>Per questo motivo Fondazione Arianna Anticoagulazione ha avviato un lavoro di <strong>ricerca clinica in collaborazione con F.C.S.A,<\/strong>\u00a0che coinvolger\u00e0 numerosi Centri Trombosi italiani e alcune Medicine dello Sport al fine di individuare fattori predisponenti potenzialmente prevenibili e di analizzare le attuali strategie per la gestione della trombosi e della terapia anticoagulante nello sportivo, consentendo il \u201critorno in gioco\u201d in sicurezza.<\/p>\n<p><em>\u201cSi tratta di un <a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/embolia-polmonare-fatale-negli-atleti-professionisti-uno-sguardo-sul-problema-piu-ampio-del-tromboembolismo-venoso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ambito in cui le evidenze scientifiche sono ancora limitate (5)<\/a> e dove molte decisioni cliniche vengono oggi assunte sulla base dell&#8217;esperienza individuale dei professionisti<\/em>\u201d -ha spiegato Daniela Poli, Presidente di Fondazione Arianna Anticoagulazione e tra gli autori del documento di consenso F.C.S.A. sulla gestione della terapia anticoagulanti negli sportivi- \u201c<em>il nostro studio raccoglier\u00e0 anche informazioni\u00a0 sulla gestione dei pazienti anticoagulati,\u00a0 che vogliono iniziare una attivit\u00e0 sportiva. Una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 frequente che deve essere affrontata sulla base di dati solidi. L\u2019esperienza dei centri FCSA e di altri centri trombosi pu\u00f2 fornire un importante contribuito alla raccolta di questi dati e alla ricerca scientifica tramite il registro osservazionale START, gi\u00e0 avviato in collaborazione con Fondazione Arianna\u201d<\/em> -ha concluso Poli.<\/p>\n<p><em>Si ringrazia\u00a0 A.I.P.A Cremona per il supporto all\u2019iniziativa<\/em><\/p>\n<p>Leggi anche:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/embolia-polmonare-fatale-negli-atleti-professionisti-uno-sguardo-sul-problema-piu-ampio-del-tromboembolismo-venoso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Embolia polmonare fatale negli atleti professionisti<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/uno-strano-fastidio-al-braccio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Uno strano fastidio al braccio<\/a><\/p>\n<p><strong>Vai alla<a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/\"> rubrica &#8220;Trombosi e Sport&#8221;\u00a0<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Bibliografia:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Miele C, Mennitti C, Gentile A, et al. Thrombosis and Thrombotic Risk in Athletes.\u00a0<em>J Clin Med<\/em>. 2024;13(16):4881. Published 2024 Aug 19. doi:<a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2077-0383\/13\/16\/4881\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">3390\/jcm13164881<\/a><\/li>\n<li>Kicken CH, Miszta A, Kelchtermans H, De Laat B. Hemostasis during Extreme Exertion.\u00a0<em>Semin Thromb Hemost<\/em>. 2018;44(7):640-650. doi:<a href=\"https:\/\/www.thieme-connect.de\/products\/ejournals\/abstract\/10.1055\/s-0038-1639502\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">1055\/s-0038-1639502<\/a><\/li>\n<li>Campello E, Cappugi C, Catalani F, Poli D, Bucciarelli P. Management of Anticoagulant Therapy in Athletes and Sportspeople: Italian Federation of Centers for Diagnosis and Surveillance of the Antithrombotic Therapies (FCSA) Position Paper.\u00a0<em>Thromb Haemost<\/em>. 2025;125(11):1085-1098. doi:<a href=\"https:\/\/www.thieme-connect.de\/products\/ejournals\/abstract\/10.1055\/a-2632-3197\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">1055\/a-2632-3197<\/a><\/li>\n<li>Bishop M, Astolfi M, Padegimas E, DeLuca P, Hammoud S. Venous Thromboembolism Within Professional American Sport Leagues.\u00a0<em>Orthop J Sports Med<\/em>. 2017;5(12):2325967117745530. Published 2017 Dec 19. doi:<a href=\"https:\/\/journals.sagepub.com\/doi\/10.1177\/2325967117745530\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">1177\/2325967117745530<\/a><\/li>\n<li>Bikdeli B, Middeldorp S, Wasfy JH, Spyropoulos AC, Jimenez D. Fatal Pulmonary Embolism in Professional Athletes: A Window Into a Broader VTE Problem.\u00a0<em>J Am Coll Cardiol<\/em>. Published online May 13, 2026. doi:<a href=\"https:\/\/www.jacc.org\/doi\/10.1016\/j.jacc.2026.03.166\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">10.1016\/j.jacc.2026.03.166<\/a><\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sport e l\u2019attivit\u00e0 fisica in generale sono uno strumento fondamentale per la prevenzione di numerose patologie croniche e per il corretto sviluppo fisico e psicologico dei ragazzi. Tuttavia, pu\u00f2 accadere che anche giovani e sportivi vadano incontro a trombosi venosa profonda o embolia polmonare. 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