{"id":118,"date":"2026-06-17T11:47:42","date_gmt":"2026-06-17T09:47:42","guid":{"rendered":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/?p=118"},"modified":"2026-08-26T12:58:30","modified_gmt":"2026-08-26T10:58:30","slug":"uno-strano-fastidio-al-braccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anticoagulazione.it\/actions\/2026\/06\/17\/uno-strano-fastidio-al-braccio\/","title":{"rendered":"Uno strano fastidio al braccio"},"content":{"rendered":"<p>Forza, coraggio e determinazione: \u00e8 quello che accomuna molti sportivi, ma in alcuni momenti particolari ne serve un po&#8217; di pi\u00f9! Federico Pirani, giocatore di basket dell\u2019Assigeco Piacenza, ci racconta come ha affrontato e superato un episodio di tromboembolismo venoso all\u2019arto superiore e come sia importante riconoscere precocemente i sintomi per un trattamento tempestivo.<\/p>\n<p>Federico \u00e8 un giocatore di basket professionista, un atleta in perfette condizioni fisiche che non ha mai avuto problemi di salute. Nell\u2019ottobre del 2025 si sottopone ad un \u201cbanale\u201d <strong>intervento chirurgico<\/strong> per una frattura al setto nasale, riportata in seguito ad un <strong>trauma sportivo<\/strong>. Dopo un paio di giorni riprende gli allenamenti ma la comparsa di quello che <strong>sembrava un \u201csemplice\u201d dolore al braccio sinistro<\/strong> \u00e8 in realt\u00e0 l\u2019inizio di una \u201codissea\u201d, oggi finalmente giunta al termine con il rientro in gioco. Una strada ad ostacoli legata anche <strong>all\u2019assenza di percorsi dedicati agli sportivi<\/strong> che vadano dal riconoscimento precoce dei sintomi e alla scelta delle migliori strategie terapeutiche.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 quando un giocatore di basket accusa dolore ad un braccio non si pensa certo alla trombosi venosa, ma la conoscenza di alcuni <strong>segnali di allarme<\/strong> e dei <strong>fattori di rischio<\/strong> che possono predisporre ad eventi simili (come traumi, interventi chirurgici e lunghi viaggi aerei) pu\u00f2 fare la differenza.<\/p>\n<p>\u201cDopo l\u2019intervento \u00e8 andato tutto bene-ha spiegato Federico- e mi hanno detto che dopo due giorni potevo riprendere gli allenamenti, cosa che ho fatto iniziando con la sala pesi, per\u00f2, appena tornato a casa, inizio a sentire un <strong>fastidio al bicipite del braccio sinistro<\/strong>, sul momento non ci faccio troppo caso, pensando ad un dolore muscolare, ma il giorno dopo <strong>questo fastidio persiste, era l\u00ec, non andava mai via<\/strong>\u201d- il primo professionista che l\u2019atleta contatta \u00e8 il fisioterapista che lo tranquillizza pensando a sua volta ad un dolore muscolare. Ma il \u201cfastidio\u201d continua.<\/p>\n<p>Due giorni dopo il giocatore prende un <strong>volo aereo<\/strong> di breve durata per sostenere una competizione in un\u2019altra citt\u00e0 e sembra andare tutto bene.<\/p>\n<p>\u201cIl mattino dopo vado al campo da basket ed inizio a tirare; <strong>dopo il tiro inizio a sentire questo fastidio al braccio sempre pi\u00f9 forte, come se avessi un elastico sotto il deltoide che mi stringesse, a un certo punto guardo il braccio e lo vedo tutto viola e gonfissimo fino alla mano<\/strong>; non capivamo cosa fosse, nonostante la presenza dello staff medico (si \u00e8 pensato anche ad una puntura di insetto\u2026).\u201d A qual punto il giocatore viene portato in pronto soccorso dove un eco-color -doppler ed una TAC evidenziano la presenza di una <strong>trombosi venosa profonda<\/strong> della vena ascellare e succlavia di sinistra. Il paziente a questo punto inizia una terapia anticoagulante e viene sottoposto ad ulteriori accertamenti che evidenziano una \u201cpiccola\u201d embolia polmonare. Dopo due giorni, Federico pu\u00f2 tornare a casa (in treno) dove viene affidato al Centro FCSA di Sesto San Giovanni ed inizia la terapia con un anticoagulante orale diretto (DOAC), con l\u2019indicazione di completare sei mesi di trattamento. Presso il Centro il paziente potr\u00e0 essere seguito anche per i controlli nel tempo.<\/p>\n<p>\u201cMi hanno detto dobbiamo aspettare che si sciolga il trombo ma anche se si dovesse sciogliere prima, i sei mesi vanno fatti per cui ho dovuto mettermi l\u2019anima in pace che per questa stagione non sarei rientrato.\u201d<\/p>\n<p>Dopo tre mesi, l\u2019eco-color doppler conferma che il \u201ccoagulo di sangue\u201d si \u00e8 sciolto e Federico si sente giustamente sollevato. Tuttavia, i necessari accertamenti per verificare condizioni predisponenti alla trombosi, confermano la presenza di una <a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/la-sindrome-dello-stretto-toracico-superiore-diagnosi-e-terapia\/\">sindrome dello stratto toracico superiore<\/a>, una delle condizioni fisiche  pi\u00f9 frequentemente associate a trombosi venosa dell\u2019arto superiore in certe categorie di sportivi come i giocatori di basket, di pallanuoto e di pallavolo (e di  altri sport che prevedano movimenti intensi e ripetuti con le braccia).<\/p>\n<h2>Che cose\u2019 la sindrome dello stretto toracico?<\/h2>\n<p>Lo <strong>stretto toracico<\/strong> \u00e8 un\u2019area che si trova nella parte superiore del torace, al confine con il collo, <strong>dove nervi, arterie e vene, passano in uno spazio molto ristretto<\/strong> tra i muscoli scaleni del collo, la clavicola e la prima costa. In alcune persone questa area anatomica pu\u00f2 esser pi\u00f9 stretta che in altre e movimenti ripetuti delle braccia (soprattutto quando vengono portate in alto) associati all\u2019aumento di volume dei muscoli in quell\u2019area, possono comprimere in modo importante le strutture nervose ed i vasi sanguigni, dando luogo a segni o sintomi (come alterazioni della sensibilit\u00e0 o forza del braccio, trombosi venose o arteriose), in questo caso si parla di <strong>sindrome dello stretto toracico (TOS)<\/strong>. Le vene sono pi\u00f9 sottili delle arterie e pi\u00f9 sensibili a questo lieve traumatismo che, se continuato nel tempo in modo intensivo, pu\u00f2 predisporre allo sviluppo di coaguli all\u2019interno delle vene che passano in questa zona (in particolare la vena succlavia, che percorre il tratto alto del torace e scende verso la spalla).<\/p>\n<h2>Cosa si pu\u00f2 fare in presenza di sindrome dello stretto toracico?<\/h2>\n<p>I provvedimenti possibili sono molteplici e dipendono dai sintomi, che in alcuni casi sono solo neurologici ed in altri possono interessare vene od arterie. In ogni caso \u00e8 necessaria una <strong>valutazione multidisciplinare<\/strong> (esperto in emostasi e trombosi, chirurgo toracico e\\o vascolare, fisiatra e fisoterapista ecc.) per individuare i provvedimenti pi\u00f9 opportuni, che vanno dalla fisioterapia all\u2019intervento chirurgico. Chiaramente in caso di trombosi sar\u00e0 necessaria una tempestiva terapia antitrombotica<\/p>\n<p>Nel caso di Federico, essendo un atleta professionista che necessita \u201cper lavoro\u201d di fare movimenti ripetuti e intensivi con il braccio che avrebbero potuto esporlo ad un nuovo evento trombotico, una volta superati i sei mesi di terapia anticoagulante, \u00e8 stato deciso di \u201ccorreggere\u201d il passaggio anatomico troppo stretto con un intervento chirurgico presso un centro altamente specializzato in questo tipo di procedure.<\/p>\n<p><strong>Altri due mesi di terapia che hanno portato al completo recupero  e\u2026finalmente Federico \u00e8 tornato a giocare.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cHo gi\u00e0 avuto l\u2019idoneit\u00e0 agonistica e oggi l\u2019ematologa mi ha detto che posso sospendere l\u2019anticoagulante\u201d- spiega lo sportivo- \u201cper\u00f2 mi \u00e8 stato detto (da altri n.d.r) che se fossi stato avviato subito a trombolisi ed intervento chirurgico non avrei perso cos\u00ec tanti mesi di gioco che per noi atleti professionisti sono importanti\u201d.<\/p>\n<p>Un dubbio legittimo, quello di Federico che merita un chiarimento.<\/p>\n<h2>Terapia anticoagulante o trombolisi e\\o trombectomia?<\/h2>\n<p>La terapia anticoagulante \u00e8 il <em>gold standard<\/em> &nbsp;e va attuata dal momento della diagnosi (in ogni caso in cui non esista una controindicazione grave) per evitare l\u2019estensione della trombosi, la sua embolizzazione e facilitare la risoluzione del trombo. E su questo ci sono pochi dubbi.<\/p>\n<p>Gli interventi di rimozione del trombo per via endovascolare (con o senza trombolisi) , sono opzioni aggiuntive, possibili entro due settimane dall\u2019insorgenza dei sintomi, in casi selezionati e presso centri altamente specializzati. L\u2019obiettivo di queste ulteriori procedure (non scevre da possibili complicazioni) \u00e8 quello di facilitare la risoluzione del trombo nel caso in cui i sintomi siano molto severi e mettano a rischio la funzionalit\u00e0 dell\u2019arto nonch\u00e9 ridurre la probabilit\u00e0 di insorgenza di sindrome post-trombotica (persistenza di dolore e gonfiore a lungo termine).<\/p>\n<p>In ogni caso, per procedere in sicurezza, l\u2019intervento di decompressione dello stretto toracico (che pu\u00f2 comportare la rimozione della prima costa), viene generalmente preso in considerazione dopo aver completato i primi tre mesi di terapia anticoagulante (2)<\/p>\n<p>L\u2019esperienza con queste metodiche e i relativi dati in letteratura sono ancora scarsi a causa della rarit\u00e0 della patologia, pertanto anche le linee guida forniscono indicazioni limitate dal livello molto basso di evidenze disponibili.<\/p>\n<p>Secondo le <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S1078588420308686\">linee guida della European Society for Vascular Surgery<\/a> del 2021, \u201c<em>nella maggior parte dei pazienti con trombosi venosa sintomatica dell\u2019arto superiore la rimozione precoce del trombo non \u00e8 raccomandata; in pazienti giovani e attivi selezionati, con sintomi molto severi la trombolisi pu\u00f2 essere presa in considerazione entro due settimane dall\u2019insorgenza dei sintomi<\/em> \u201c (1).<\/p>\n<p>Ci viene in aiuto, per capirne un po\u2019 di pi\u00f9, <a href=\"https:\/\/www.jvsvenous.org\/article\/S2213-333X(26)00045-4\/fulltext\">l\u2019esperienza di un importante gruppo italo-svizzero<\/a> sul trattamento endovascolare della trombosi venosa dell\u2019arto superiore legata alla TOS, appena pubblicata (2). Gli esperti hanno analizzato 41 pazienti (et\u00e0 media 34 anni), circa la met\u00e0 dei quali erano atleti, sottoposti a diverse procedure endovascolari di rimozione del trombo (con o senza trombolisi) con buoni risultati, anche se il 39% dei casi ha avuto necessit\u00e0 di un secondo intervento nei primi due giorni. Le complicanze emorragiche sono state due (di cui una emorragia grave). Gli autori per\u00f2 sottolineano i limiti dello studio, definito come \u201cesplorativo\u201d, e la necessit\u00e0 di ulteriori ricerche.<\/p>\n<p>Leggi anche:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/muoversi-contro-la-trombosi\/\">Intervista ad Agostino Abbagnale<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anticoagulazione.it\/intervista-a-marco-mordente-come-ho-affrontato-lembolia-polmonare-2\/\">Intervista a Marco Mordente: come ho affrontato l\u2019embolia polmonare<\/a><\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Kakkos SK, Gohel M, Baekgaard N, et al. Editor\u2019s Choice \u2013 European Society for Vascular Surgery (ESVS) 2021 Clinical Practice Guidelines on the Management of Venous Thrombosis.&nbsp;<em>Eur J Vasc Endovasc Surg<\/em>. 2021;61(1):9-82. doi:<a href=\"https:\/\/www.ejves.com\/article\/S1078-5884(20)30868-6\/fulltext\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">10.1016\/j.ejvs.2020.09.023<\/a><\/li>\n<li>Elbaranes N, Ulrich A, Wolf S, et al. <a href=\"https:\/\/www.jvsvenous.org\/article\/S2213-333X(26)00045-4\/fulltext\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Endovascular treatment of acute upper extremity deep vein thrombosis in Paget-Schroetter syndrome: A longitudinal analysis of three endovascular techniques<\/a>.&nbsp;<em>J Vasc Surg Venous Lymphat Disord<\/em>. Published online March 23, 2026. doi:10.1016\/j.jvsv.2026.102485<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forza, coraggio e determinazione: \u00e8 quello che accomuna molti sportivi, ma in alcuni momenti particolari ne serve un po&#8217; di pi\u00f9! Federico Pirani, giocatore di basket dell\u2019Assigeco Piacenza, ci racconta come ha affrontato e superato un episodio di tromboembolismo venoso all\u2019arto superiore e come sia importante riconoscere precocemente i sintomi per un trattamento tempestivo. 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