È apparso in questi giorni sulla prestigiosa rivista Lancet Neurology il report del Global Burden of Disease Study1 che ha analizzato i fattori di rischio associato allo stroke in 188 paesi del mondo.

La sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS) é considerata una malattia autoimmune sistemica caratterizzata da trombosi vascolare e/o da un ben definito impegno ostetrico in associazione dalla presenza nel sangue di anticorpi antifosfolipidi come il lupus anticoagulant (LAC) e/o gli anticorpi anticardiolipina (aCL) e/o gli anticorpi anti-β2 Glicoproteina I (anti- β2GPI).

Gli autori dello studio1 hanno esaminato i pazienti ambulatoriali con fibrillazione atriale (FA) che erano stati inseriti nel registro “PINNACLE” della Società Scientifica American College of Cardiology, che ha arruolato pazienti dal gennaio 2008 al dicembre 2012.

È noto che l’esposizione a radiazioni ionizzanti si associa ad un aumento del rischio di sviluppare neoplasie. Non è possibile stabilire una soglia al di sotto della quale questo rischio si annulli, tuttavia la probabilità di insorgenza di neoplasie aumenta con la dose.

In uno studio osservazionale1 condotto negli Stati Uniti che include oltre 10.000 pazienti con fibrillazione atriale (FA) seguiti per 2 anni, sono state esaminate le differenze di genere in relazione alla storia clinica della fibrillazione.

Un recente articolo apparso nella rubrica "Controversie in Medicina Cardiovascolare" della rivista Circulation1 pone in una prospettiva nuova alcuni aspetti della valutazione dell'indicazione al trattamento anticoagulante nel paziente con fibrillazione atriale (FA).

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