Le malattie emorragiche e tromboemboliche interessano una parte rilevante della popolazione, con esordio dall'età neonatale a quella più avanzata, nella quale la principale causa di morte è rappresentata dalle patologie cardiovascolari.

La gestione del paziente, diagnosi, terapia, prevenzione e follow-up, richiede specifiche competenze professionali sia cliniche sia di laboratorio, e la disponibilità di indagini diagnostiche strumentali e di laboratorio. Per rispondere ai bisogni dei pazienti e favorire l'appropriatezza e la competenza del lavoro di medici e operatori sanitari è opportuno che le istituzioni supportino l'organizzazione e la presenza di centri emostasi e trombosi sul territorio italiano.

Le malattie emorragiche, spesso poco conosciute o sottovalutate, sono frequentemente causa inaspettata di gravi complicanze emorragiche spontanee o post chirurgiche ad alto impatto (consumo di emoderivati, prolungamento delle degenze, inabilità residua). Le malattie emorragiche congenite ad esempio l'emofilia, sono patologie rare ed ereditarie caratterizzate da deficit quantitativi o funzionali di proteine necessarie alla coagulazione del sangue. Necessitano di competenze specialistiche che siano in grado di supportare una diagnostica corretta, un adeguato trattamento e soprattutto la presa in cura complessiva dei pazienti.

Le malattie da trombosi hanno un'altissima prevalenza sia nella popolazione generale che in quella ospedalizzata. In particolare, il tromboembolismo venoso (TEV), trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, colpisce circa 1,5 persone su 1000 ogni anno. L'embolia polmonare rappresenta la terza malattia cardiovascolare più frequente dopo l'infarto del miocardio (IMA) e l'ictus cerebrale, con un tasso di mortalità superiore all'IMA, nonché la seconda causa di morte nei pazienti con cancro. Il TEV è causa del 12% dei decessi in Europa e il 93% dei casi di morte per embolia polmonare è dovuto a mancata diagnosi, mancato trattamento o mancata prevenzione. Il TEV richiede quindi una diagnosi tempestiva, un trattamento efficace, e, prima ancora, azioni di prevenzione e di sensibilizzazione sul territorio che potrebbero radicalmente modificare non solo la qualità della vita dei pazienti, ma anche l'impatto economico di queste malattie, sul Servizio sanitario nazionale, sulle famiglie, sulla società intera.

Per quanto riguarda le terapie anticoagulanti in Italia si stimano oltre 1.000.000 di persone in trattamento cronico con farmaci antivitamina K (AVK), come il warfarin, pari a circa 1,6% della popolazione generale, ai quali devono essere aggiunti i sempre più numerosi pazienti in trattamento con i nuovi farmaci anticoagulanti orali (NAO) e i farmaci parenterali come le eparine a basso peso molecolare o il fondaparinux. L'incidenza di complicanze emorragiche maggiori e tromboemboliche in terapia anticoagulante varia da 1.25 a 4 per 100 anni-paziente. Tale dato si traduce in circa 17.000-40.000 eventi emorragici maggiori ed altrettanti tromboembolici ogni anno nel nostro paese, evidenziando, però, il fatto che la minore incidenza di complicanze si osserva nelle condizioni di gestione specialistica dei pazienti.
Al fine di ridurre i rischi emorragici e tromboembolici, i pazienti in terapia anticoagulante devono essere correttamente gestiti durante la chirurgia/manovre invasive, condizioni cliniche quattro volte più frequenti negli anziani che nella popolazione più giovane.
Inoltre, è ben noto che, tra tutti i farmaci, gli anticoagulanti sono la causa più frequente di accesso in Pronto Soccorso per complicanze farmaco-correlate.

Il contesto sanitario oggi in Italia
L'ambito sanitario relativo alla prevenzione, diagnosi, terapia e gestione delle Malattie Emorragiche e Tromboemboliche non è oggi in Italia un'attività strutturata a livello istituzionale. Esistono, però, Centri Emostasi e Trombosi (CET) in alcune realtà ospedaliere italiane, disomogenei sul territorio e sviluppati attraverso l'organizzazione del lavoro di singoli esperti in malattie emorragiche e/o tromboemboliche, in divisioni mediche o di laboratorio in ambito prevalentemente ospedaliero.
I CET sono strutture sanitarie specialistiche ospedaliere che gestiscono a vari livelli di integrazione con il territorio, pazienti affetti da malattie tromboemboliche, da malattie emorragiche e pazienti in terapia antitrombotica.
I CET operano in modo multidisciplinare con lo scopo di ridurre l'incidenza e l'impatto sociale ed economico delle malattie emorragiche e tromboemboliche nella popolazione generale e in quella ospedalizzata.
La rilevanza della gestione clinica strutturata all'interno di un centro specialistico può essere sintetizzata nei seguenti punti:

  • Maggiore tempestività diagnostico/terapeutica della malattia emorragica congenita e acquisita.
  • Maggiore tempestività diagnostico/terapeutica delle patologie trombotiche ad alta prevalenza.
  • Maggiore appropriatezza prescrittiva/diagnostica e terapeutica.
  • Riduzione dei rischi emorragici e tromboembolici associati ai trattamenti antitrombotici.
  • Riduzione dei costi relativi alle complicanze emorragiche intra-ospedaliere.

PERCHÉ L'AMBITO SANITARIO RELATIVO ALLE MALATTIE EMORRAGICHE E TROMBOEMBOLICHE NECESSITA DI COMPETENZE SPECIALISTICHE?
Per rispondere tempestivamente alle:

  • Esigenze sanitarie dei pazienti.
  • Richieste di consulenza specialistica da parte dei medici ospedalieri.
  • Richieste di consulenza da parte dei medici di medicina generale.
  • Necessità organizzative gestionali relative all'integrazione tra Ospedale-Territorio.
  • E, non ultimo, per garantire appropriatezza sanitaria.

In sintesi, il lavoro dei centri è indispensabile per migliorare la gestione sanitaria dei pazienti, favorendo l'integrazione multidisciplinare delle competenze e le organizzazioni dei percorsi sanitari intra/extra ospedalieri. Ad ulteriore supporto, anche dati recenti della letteratura scientifica evidenziano che i centri specialistici favoriscono la riduzione delle complicanze consentendo, oltre alla migliore gestione dei pazienti, anche il risparmio significativo delle risorse economiche.

Bibliografia:
Identificazione e ruolo dell'esperto in emostasi e trombosi nel sistema sanitario nazionale italiano. Documento intersocietario a cura di SISET, AICE, FADOI, FCSA, SIMI, SIBioC, SIE, SIMeL, SIMTI. Documento presentato al XXII Congresso Nazionale SISET, Vicenza 4-6 ottobre 2012. Clicca qui per scaricarlo.

Sophie Testa

Direttore del Dipartimento di Medicina di Laboratorio - Centro Emostasi e Trombosi. A.O. Istituti Ospitalieri di Cremona

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