La terapia anticoagulante diventa una irrinunciabile compagna di vita in caso di tromboembolismo venoso, infarto e per la prevenzione dell’ictus cerebrale in pazienti affetti da fibrillazione atriale. E in Italia sono oltre un milione le persone in trattamento anticoagulante cronico.

Tutti noi "anticoagulati" sappiamo bene che il warfarin e i nuovi anticoagulanti orali (NAO) sono per noi dei salvavita. Essere in terapia anticoagulante vuol dire avere un buon compagno di vita, col quale abbiamo tutti i giorni a che fare e dunque dobbiamo essere consapevoli della sua importanza.

Ho iniziato a seguire la terapia anticoagulante orale all'età di 30 anni. Tornai a casa dopo un periodo di degenza all'ospedale Santa Maria Nuova di Firenze, a causa della mia terza embolia.

Ho una paura tremenda della fibrillazione atriale, e questa mi ha rovinato l'intera giovinezza causandomi delle ansie pazzesche. 

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