Innovazione, tecnologie digitali e medicina: gli italiani (quasi 7 su 10) le conoscono, ci credono, ma vogliono di più, in particolare per migliorare la qualità di vita dei malati e la relazione medico-paziente e non solo per trovare nuovi farmaci e terapie.

Questo è quanto emerge da una recente ricerca effettuata da Gfk intervistando un campione di 1000 italiani tra i 25 e i 70 anni.

Le aree in cui gli italiani si aspettano i maggiori benefici dalla tecnologia sono: medicina 58% e ambiente 53%. Oltre ai progressi nella diagnosi che vorrebbero sempre più precoce e meno invasiva, e nella cura con farmaci efficaci, mirati e che siano ben tollerati. Il 43% degli italiani chiede con forza all'innovazione in ambito medico di portare reali miglioramenti nella qualità della vita delle persone malate.

Quello che le persone si aspettano sono riassumibili in: innovazione e semplificazione. Ciò di cui vorrebbero disporre sono: miglioramenti nell'ambito della diagnosi e della cura delle malattie, diagnosi molto precoci, con metodi poco invasivi e assistenza integrata di diversi specialisti; e per quanto riguarda l'ambito di sviluppo di farmaci, li vorrebbero sempre più efficaci e più tollerabili e con un minor impatto sulla vita quotidiana. Questo è uno degli aspetti su cui si pensa che in futuro sia necessario e sia possibile fare di più.
Per quanto riguarda la semplificazione della vita dei malati e della relazione con il medico, in concreto vorrebbero: poter fare esami, terapie, ritirare le prescrizioni e ricevere i farmaci direttamente a casa. Inoltre, prendere appuntamenti o attivare servizi di emergenza al bisogno attraverso strumenti digitali e comunicare più facilmente (on line/via whatsapp) con il proprio medico per comunicazioni o invio di referti/ esami.
Gli italiani non vogliono però essere visitati e curati a distanza, ma attivare un canale tra medico e paziente non alternativo ma complementare a quello tradizionale.

Grandi aspettative, soprattutto da parte delle persone malate e dai loro famigliari, sono riposte inoltre in una sempre maggiore diffusione delle cartelle cliniche informatizzate e della telemedicina.

Per quanto riguarda la prevenzione ritengono che gli strumenti digitali siano un buon mezzo per incoraggiare la partecipazione a screening attraverso i social network.

Livia Gamondi

Redazione

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