È noto che l’ictus lacunare (LS) e l’emorragia cerebrale a sede tipica (dICH), ovvero delle strutture profonde (nuclei della base, capsula interna, talamo), rappresentano le due possibili manifestazioni cliniche acute dello stesso processo patologico a carico dei piccoli vasi intracranici.

Un recente studio coordinato da M. Giustozzi1 ha evidenziato il reale utilizzo degli anticoagulanti, sia tradizionali sia di nuova generazione.

In una recente revisione della letteratura M. Paciaroni1 insieme ad altri autori, propone un modello utile a valutare il timing di inizio della terapia anticoagulante dopo stroke ischemico acuto nei pazienti con fibrillazione atriale (FA).

Nel 1996 la prestigiosa rivista LANCET pubblicò i risultati dello studio collaborativo Italiano ISCOAT1 (Italian Study on Complications of Oral Anticoagulant Therapy), condotto nei Centri per la sorveglianza della terapia anticoagulante orale aderenti alla Federazione Italiana dei Centri per la diagnosi della trombosi e la sorveglianza delle terapie anticoagulanti (FCSA).

I risultati di un importante studio1 collaborativo italiano saranno prossimamente pubblicati sulla rivista “Journal of Thrombosis and Haemostasis”, organo della Società Internazionale per la Trombosi e l’Emostasi (ISTH).

Il recente studio di A. Tripodi1 analizza le modalità migliori di preparazione dei pazienti in trattamento con i nuovi anticoagulanti orali (NAO) in previsione di interventi chirurgici o procedure invasive.

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