Il tromboembolismo venoso (TEV) è di frequente riscontro nei pazienti con neoplasie mieloproliferative, quali la policitemia vera e la trombocitemia essenziale. L'approccio corrente per questi pazienti è la terapia citoriduttiva, combinata con la profilassi antitrombotica.

I farmaci anticoagulanti orali diretti (NAO) si somministrano a dose fissa, senza un aggiustamento posologico, basato sul test di laboratorio, come invece avviene per i farmaci cumarinici (Coumadin, Sintrom, ecc.).

L'avvento degli anticoagulanti orali diretti (NAO), che ha portato una indubbia semplificazione della terapia anticoagulante orale, non ha fatto scomparire completamente il problema delle emorraggie che anzi potrebbe presentarsi in forma ancora più complessa ed importante qualora le terapie anticoagulanti fossero proposte e condotte in popolazioni più fragili e dunque a maggior rischio emorragico.

I pazienti con insufficienza renale presentano con grande frequenza anche la fibrillazione atriale (FA) e questa associazione rappresenta un notevole problema clinico.

I farmaci antagonisti della vitamina K (AVK) sono altamente efficaci nella prevenzione primaria e secondaria delle trombosi venose e arteriose (TVP).

Recentemente Vittorio Pengo, esperto internazionale di sindrome da anticorpi antifospolipidi, ha pubblicato una interessante revisione della letteratura sull’argomento.

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