L'avvento degli anticoagulanti orali diretti (NAO), che ha portato una indubbia semplificazione della terapia anticoagulante orale, non ha fatto scomparire completamente il problema delle emorraggie che anzi potrebbe presentarsi in forma ancora più complessa ed importante qualora le terapie anticoagulanti fossero proposte e condotte in popolazioni più fragili e dunque a maggior rischio emorragico.

I pazienti con insufficienza renale presentano con grande frequenza anche la fibrillazione atriale (FA) e questa associazione rappresenta un notevole problema clinico.

I farmaci antagonisti della vitamina K (AVK) sono altamente efficaci nella prevenzione primaria e secondaria delle trombosi venose e arteriose (TVP).

Recentemente Vittorio Pengo, esperto internazionale di sindrome da anticorpi antifospolipidi, ha pubblicato una interessante revisione della letteratura sull’argomento.

È noto che l’ictus lacunare (LS) e l’emorragia cerebrale a sede tipica (dICH), ovvero delle strutture profonde (nuclei della base, capsula interna, talamo), rappresentano le due possibili manifestazioni cliniche acute dello stesso processo patologico a carico dei piccoli vasi intracranici.

Un recente studio coordinato da M. Giustozzi1 ha evidenziato il reale utilizzo degli anticoagulanti, sia tradizionali sia di nuova generazione.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Link alla Normativa