I risultati di uno studio multicentrico internazionale (RAF), coordinato dal Dr. Maurizio Paciaroni e dalla Dr.ssa Monica Acciaresi dell'Università di Perugia, hanno recentemente dimostrato che esiste una correlazione tra il punteggio CHA2DS2-VASc, utilizzato in clinica per predire il rischio di ictus in pazienti con fibrillazione atriale (FA), e la gravità dell'ictus alla presentazione, la disabilità e la mortalità a 90 giorni dall'evento1.

Oltre 640 pazienti che hanno sofferto di un primo episodio di EP sintomatica sono stati trattati con terapia anticoagulante standard e quindi inclusi nello studio.

Presentati in sessione plenaria all’ISTH tenutosi a Berlino i dati di un nuovo filone di ricerca che appartiene alla sezione START Laboratorio dello START Registry.

Le linee guida internazionali raccomandano un'anticoagulazione a lungo termine con farmaci antivitamina K per la maggior parte dei pazienti con TEV idiopatico, ma questa indicazione è generalmente disattesa per la paura delle complicanze emorragiche legate all'uso prolungato dei dicumarolici.

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