La sindrome post-trombotica (PTS) è una condizione cronica che si sviluppa nel 25-50% dei pazienti dopo un episodio di trombosi venosa profonda degli arti inferiori.

L’insufficienza renale cronica è comune nei pazienti con fibrillazione atriale (FA). Un Registro Europeo ha riportato una prevalenza di insufficienza renale lieve nel 47% e moderata-severa nel 18% dei pazienti con FA1.

L’importante ruolo dell’aspirina a basse dosi (ASA) è ben noto nella prevenzione degli eventi cardio-cerebrovascolari, quali ictus, attacchi ischemici transitori e sindromi coronariche acute. D’altra parte, invece, l’utilizzo dell’ASA nella prevenzione degli eventi tromboembolici venosi (TEV) è sempre stato piuttosto dibattuto, a causa della mancanza di forti evidenze in tal senso.

È noto come l’aspirina a basse dosi (ASA) sia raccomandata da numerose linee guida basate sull’evidenza per prevenire gli eventi ischemici in pazienti affetti da una patologia cardiovascolare (ad esempio malattia coronarica, ictus o arteriopatia periferica).

Molti studi hanno evidenziato come le trombosi venose possano essere la prima manifestazione clinica di una neoplasia occulta.

Uno degli studi che negli anni novanta ha maggiormente contribuito alle nostre conoscenze sull'associazione tra cancro e trombosi venose veniva dalla California.

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